Notizie - Politica associativa
Grazie web, grazie rete. Grazie ai tanti siti e giornali d'informazione on line, grazie alle centinaia di blogger che sul www hanno protestato e hanno reso assordante il silenzio, rispondendo all'appello congiunto di Lettera 22, Articolo 21, FNSI e noi di Reporter Senza Rete. Il 9 luglio è stata la più grande vetrina che il web abbia mai realizzato contro una proteta che vuole imbavagliare soprattutto l'opinione pubblica, impedendo di conoscere i misfatti che accadono nel nostro Paese. Grazie anche a chi ha utilizzato la propria creatività , dando spazio ad ogni tipo di forma di protesta. E tutti noi sappiamo che ora non ci fermeremo qui.
Questo governo "illiberale" si nasconde sotto un "cerone mediatico". Sa comunicare "bene" all'opinione pubblica, creando quella matrice così simile al film dei fratelli Wachowsky. Un mondo virtuale che nasconde o prova a nascondere la verità .
Morpheus diceva a Neo: «Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità .»
Noi, insieme alla società civile che protesta, alla libera informazione, ai giornalisti che dicono no, rappresentiamo le imperfezioni che l'Agente Silvio Smith vuole cancellare; noi siamo una resistenza civile che diventa, giorno dopo giorno, sempre più numerosa. Nei giorni precedenti allo sciopero ci sono state idee "diverse" ma che avevano comunque lo stesso obiettivo: dire no alla legge bavaglio, dire no ai tagli che la manovra finanziaria fa all'editoria, al pluralismo delle idee, alla cultura, alla scuola. Ed ora, dopo la riuscita della giornata del 9 luglio, quelle tante idee che sono nate si devono trasformare in altrettante iniziative.
Sarebbe importante che i vertici della FNSI, che hanno cercato e voluto l'integrazione di questi "mondi" solo apparentemente diversi, continuassero ad essere gli artefici e i punti di coordinamento della protesta. Sarebbe opportuno che Roberto Natale e Franco Siddi convocassero immediatamente il comitato che dal 3 ottobre ad oggi ha reso possibile l'unitarietà di tutte le forze che si oppongono ai tentativi di diminuire libertà  d'informazione, di comunicazione e di espressione.
Dalla rete, dal mondo dei tanti giornalismi precari e freelance, possono arrivare quei contributi di idee creative per allargare ancora di più la visibilità della protesta pacifica e civile che questo Paese sta riscoprendo giorno dopo giorno. Perchè proprio da noi potrebbero arrivare queste idee? Perchè sono direttamente legate al nostro spirito di sopravvivenza, che ci distingue quotidianamente quando siamo alle prese con il nostro difficile modo di lavorare fatto di precarietà e scarse garanzie.
Il risultato che la protesta sulla rete ha avuto in questi giorni e in questi mesi ha dello straordinario. Basta solo un esempio: quello di Articolo 21 e di Reporter Senza Rete. Negli ultimi 9 mesi siamo diventati uno dei "luoghi" monitorati dalla stampa e dagli organismi internazionali che si occupano di libertà d'espressione nel mondo. Tra le prime dieci città nel mondo che ci seguono c'è New York (seconda solo a Roma), Bruxelles, Strasburgo (quinta e settima) e dagli ip di connessione è evidente come siano gli organismi internazionali a valutare quel che sta accadendo nel nostro Paese. L'Osservatorio sui Tg realizzato da Reporter Senza Rete ogni giorno, viene pubblicato su portali internazionali dedicati al mondo dei media per spiegare come ci sia un'anomalia nel sistema dell'informazione italiano.
La capacità di attrazione, poi, che Articolo 21 ha avuto è impressionante. L'associazione cresce. Non solo in termini di visibilità , ma in termini di rappresentanza di quei "mondi" sottoposti ai tagli e ai bavagli. Questo significa che è possibile mettere insieme le cose, portare avanti contemporaneamente le proteste dei giornalisti garantiti e non garantiti; quelle dei precari della scuola e di chi, non da precario, vede la scuola pubblica sottoposta a continui tagli; degli studenti medi e universitari, dei lavoratori oscurati costretti a salire sui tetti o sulle gru, della piccola e media editoria che sta chiudendo, del mondo della cultura e del cinema sottoposto a tagli che diventano immediatamente bavagli, dell'opinione pubblica che si sta accorgendo di essere privata di un pezzo di libertà , dei magistrati e delle forze dell'ordine che senza intercettazioni vedranno minate le loro possibilità di indagine contro le cricche e il malaffare delle tante criminalità , comprese quell mafiosa e politica, dei sindacati delegittimati.
Tutti questi mondi, già vasti, possono essere ancora più vasti. Possono allargarsi alla buona politica, alle autonomie locali che protestano, a chi fa parte di una cultura politica diversa dalla nostra ma che confida nella Costituzione e nella sua difesa come unico collante al di là delle appartenenze politiche. Di una opposizione anche politica che ha bisogno e necessità di integrarsi con questo "nostro" mondo cominciando a sentirsi dire non più "questo o quello non lo avete fatto" ma "comprendiamo tutti insieme quello che si può fare insieme", ritrovando un reciproco rispetto e buttando alle spalle gli errori fin qui compiuti.
Tutto questo si identifica in una unica parola: sfida. Una sfida con tutti e di tutti che ha per obiettivo la salvaguardia della Costituzione e la difesa dei diritti. Facciamolo tutti insieme... continuiamo a farlo tutti insieme come lo abbiamo fatto, non senza sforzi, in queste settimane e in questi mesi. Come ha detto Giulietti, portavoce di Articolo 21 dal palco di Piazza Navona, a quell'obiettivo finale non importa chi arriva primo. L'importante è arrivare e farlo tutti insieme.
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IL 9 luglio sarà la giornata del silenzio per dire no, non solo a nome dei giornalisti, ma anche da parte degli oscurati e degli oscurandi  e dei cittadini italiani...
Administrator Comments 07 Lug 2010 Hits:71 Politica sindacale
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